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L’Amore Incondizionato esiste davvero? – Parte 2

Esiste l’Amore incondizionato nella Coppia?

Nell’articolo Parte 1 – Famiglia, figli e genitorialità (link) abbiamo visto come il concetto di “Amore Incondizionato” sia esploso in ambito culturale e religioso circa 200 anni fa con l’avvento del Romanticismo e come sia stato trasmesso culturalmente attraverso varie forme d’arte e attraverso la religione, con una rivisitazione dei fondamenti del matrimonio e della famiglia, dove di fatto veniva imposto alle donne nel ruolo materno la missione divina di amare incondizionatamente i figli (ma anche il marito).

In questa 2a parte affrontiamo il contesto relazionale: Cosa succede se portiamo l’ideale di Amore Incondizionato nelle relazioni di coppia?

Risposta breve: un disastro.

Sempre per sintesi e semplicità qui non affronteremo la varietà relazionale che caratterizza ad oggi la nostra società (intesa come società occidentale) dove esistono diverse forme di relazione sentimentale, sia LGBTQ+  sia eterosessuali, come ad esempio il Poliamore. Nessuna forma relazionale è migliore di un’altra se è frutto di una decisione e di una libera scelta condivisa tra due adulti consenzienti.

Qui esploriamo semplicemente dal punto di vista culturale il diffondersi e la distorsione di un concetto che ha influenzato la vita di coppia di milioni di uomini e donne fino ai giorni nostri.

Se nella Parte 1 abbiamo messo in discussione il concetto di “Amore Incondizionato” nel contesto ad esso più naturale, quello familiare, dove il legame biologico, di sangue, rende fisiologico ed istintivo un amore assoluto tra genitori e figli, ancor più evidente sarà rintracciare la distorsione nel voler applicare questo concetto al rapporto tra due sconosciuti che si incontrano, si attraggono fisicamente e che vogliono costruire una vita insieme pretendendo l’uno dall’altro un amore che non chiede nulla, se non la “dichiarazione d’amore totale” un amore che non deve dimostrare niente, basato sulla devozione e il sacrificio

L’amore che “sistema”, “cura”, “aggiusta”, “salva” è un prodotto culturale che ha i suoi limiti anche nel rapporto genitore-figlio.

Nel primo articolo abbiamo visto che garantire al bambino un “amore incondizionato” è importantissimo, ma lo è altrettanto non tollerare i suoi comportamenti quando sono dannosi per il figlio stesso e per gli altri.

Nella relazione genitore-bambino il rapporto è asimmetrico, cioè non paritario: da un parte c’è un adulto che ha il compito e la responsabilità di crescere un essere umano che ha messo al mondo, dall’altra un bambino che dipende totalmente, fisicamente ed emotivamente, dal genitore. L’amore incondizionato in questo rapporto è necessario perché forma la personalità del bambino, crea gli adulti del futuro ed è quindi anche una forma di responsabilità sociale

Il cervello di un essere umano dalla nascita impara osservando il mondo che lo circonda, il nostro cervello organizza le informazioni che diventano le nostre conoscenze e competenze, come ad esempio imparare a camminare e parlare. Vediamo un comportamento e lo replichiamo

Le bambine apprendono ad essere donne osservando ciò che succede in casa e fuori. L’amore incondizionato delle nostre madri, nonne, zie ma anche delle maestre d’asilo, così come la cura disinteressata verso tutti i componenti della famiglia, la devozione, l’annullamento, il ruolo di “regina del focolare” diventano un file immagazzinato nel nostro cervello, che diventa un modello di riferimento

Dall’altra parte anche i maschi vivono la stessa esperienza e attribuiscono alle stesse figure femminili la caratteristica “divina” del saper amare senza se e senza ma, finendo per aspettarselo da tutte le donne.

Maschi e femmine ricevono entrambi amore incondizionato quando sono figli (sempre al netto dei casi di negligenza estrema) ma per entrambi, per secoli, il soggetto ritenuto per natura capace di amare incondizionatamente sono le donne

La narrativa romantica ci ha messo il carico; tra romanzi, canzoni e poi film e tv gli uomini non sono stati mai rappresentati come esseri angelici e divini
La donna “salva” con il suo amore, l’uomo la “salva” eroicamente nel palazzo in fiamme, la donna “comprende” e “guarisce” l’animo turbato del ragazzo, l’uomo si strugge per il rifiuto, è geloso, possessivo, la donna  “attende” e “perdona” mentre l’uomo si vendica della sua bella che ha sposato il rivale, scappa con l’amante o è in guerra a combattere per l’onore del paese.

Non sto dimenticando le figure romantiche maschili, l’uomo disperato per amore. L’immaginario romantico ha comunque esaltato e nobilitato l’immagine di un uomo che si innamora perdutamente. La Passione travolgente tra i due amanti ha sicuramente influenzato anche le donne nell’aspettarsi fiumi di poesia e poca concretezza.

Ciò nonostante, Candy Candy sceglieva Terence e non Anthony.

Una relazione amorosa tra due adulti non può nascere senza l’attrazione fisica e senza la passione, ma superata la soglia del romanzo e dei film che durano solo 2 ore, quel “vissero felici e contenti” richiede qualcosa di più.

Una relazione di coppia è paritaria, necessita di reciprocità non di devozione cieca, perché avviene tra due adulti, non c’è nessun bambino da crescere e da rassicurare

Che sia amicizia oppure amore, gli adulti si scelgono in base al modo in cui si trattano

Ovviamente ci scegliamo in primis perché ci piacciamo, prendendo tutto il pacchetto: pregi e difetti. Ognuno di noi vuole essere amato “incondizionatamente” per ciò che è, ma questo riguarda la sfera dell’ESSERE, come diceva Fromm, cioè le caratteristiche personali, uniche, di ciascuno di noi: l’aspetto fisico, il carattere, i nostri gusti e disgusti, le nostre vulnerabilità e paure e non ultimo i valori, le cose in cui crediamo, la nostra visione del mondo.

Dopo la scelta, quando si diventa una coppia, si aggiunge un elemento fondamentale che è la capacità di entrambi di stare insieme e questo presuppone il FARE.

L’amore incondizionato riguarda la sfera dell’Essere non le Azioni e se questa regola d’oro vale per un bambino, che deve imparare a stare al mondo, è ancora più giusto non lasciare ad un adulto la possibilità di farci del male senza conseguenze

Non si tratta di punire, ne di scappare al primo errore, ma di capire che le azioni messe in atto, da entrambi i partner, rivelano quanto intenso e quale tipo di legame si sta vivendo.

Un rapporto paritario impegna la donna tanto quanto l’uomo.

Anche quando si parla di Sacrificio, che è considerata una brutta parola, in realtà deriva da “Sacro” e significa cedere una parte di se per amore dell’altro. Siccome ci costa e ci costa parecchio sacrificarci è ancora più importante capire se si sta sacrificando solo una delle due persone che vivono la relazione. Che sia con figli o meno.

Non è la donna a dover amare di più, non c’è alcun potere divino che ci è stato fornito con l’utero, nessuna soglia di sopportazione e accettazione maggiore che ci distingue dai maschi

L’amore Incondizionato è un concetto che ci ha convinte che “se ami davvero, non te ne vai” e che “Se te ne vai, allora non amavi abbastanza”.

Ma l’amore si fa in due, e non parlo del corpo.

L’amore che da valore ai gesti, alle azioni, alla reciprocità, non è meno reale, non mette in discussione il sentimento, anzi, rende più reale ciò che sentiamo dentro e che portiamo all’esterno attraverso ciò che facciamo per l’altro e che l’altro fa per noi

Questo vale per uomini e donne, perché ci si può trovare dall’una e dall’altra parte della barricata.

Quest’articolo non intende essere esaustivo di un argomento tanto vasto e complesso, ma sottolinea solo un aspetto tra tanti, quello che si verifica nelle relazioni violente, dove spesso ci si colpevolizza anche laddove è giusto andare via,

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