Cos’è l’eterogamia?
Qualche giorno fa facendo zapping su Netflix sono inciampata in una nuova serie dal titolo “Elize” incentrata sulla storia di una donna che ha ucciso e smembrato il marito. Sempre su Netflix c’è anche il documentario su questo caso, realmente accaduto in Brasile nel 2012. Io ho guardato il documentario ed ho notato che il caso giudiziario è stato trattato sia dalla stampa sia in tribunale con un classico e prevedibile pregiudizio. Le testimonianze degli uomini coinvolti nel caso (poliziotti, giudici, cronisti, etc.) mostrano un pregiudizio verso la moglie omicida e rea-confessa dovuto in sostanza all’asimmetria di potere esistente nel matrimonio tra Elize e la vittima, Marcus Matsunaga, proprietario di una delle aziende alimentari più ricche del Brasile (una specie di Nutella brasiliano)
Questo caso è stato trattato come una telenovela: c’è una ragazza povera, ex escort, che ha sposato un suo cliente ricchissimo, ma la sua storia alla Pretty Woman è finita con una condanna a 20 anni di galera.
Quando si tratta di donne che uccidono i compagni l’opinione pubblica ci si butta a razzo, forse perché quantitativamente, quindi statisticamente, i casi in cui sono le donne ad uccidere i propri partner sono decisamente più rari dei femminicidi. La morbosità aumenta se il crimine avviene in una relazione caratterizzata da una forte asimmetria di coppia, come nel caso di Elize, donna di umile famiglia, e del ricco industriale che aveva sposato.
L’ asimmetria però viene usata in maniera denigratoria solo quando si tratta di Ipergamia femminile, mentre quando sono gli uomini ad uccidere la partner, quasi mai viene sottolineata con uno stigma negativo l’ipogamia maschile.
Ipergamia e Ipogamia
Cosa sono e su cosa si basano le relazioni con forti asimmetrie
Col termine Eterogamia si indica in sociologia “l’unione tra persone (gruppo o coppia) aventi caratteristiche sociali, culturali, economiche differenti” (uni.pisa)
All’interno del concetto di eterogamia troviamo la distinzione tra Ipergamia e Ipogamia
Quando si guarda alla scelta del coniuge, storicamente le donne sono state più spesso ipèrgame, gli uomini invece Ipògami
L’ipergamia è la tendenza a scegliere un partner considerato “superiore”
Le donne per secoli sono state escluse da alti livelli di studio, di lavoro, quindi di guadagno autonomo, non potevano avere intestate proprietà o denaro, non potevano neanche ereditare i propri beni di famiglia; quindi, hanno ricercato un maggior benessere per se stesse e per i futuri figli scegliendo mariti che fossero il più in alto possibile nella scala sociale, membri di famiglie più agiate o di ceto sociale più elevato
L’Ipogamia è il contrario, una persona sceglie un partner che si trova in una posizione socialmente inferiore o per condizione svantaggiata di partenza (familiare o classe sociale) o perchè occupa un posto economicamente e socialmente ritenuto più in basso nelle gerarchie sociali
Gli elementi che definiscono chi è “superiore” e chi “inferiore” non dipendono da un giudizio personale, non si basano su come l’individuo “si sente” rispetto agli altri, ma sono differenze sociologicamente misurabili:
- Differenze di origine sociale-familiare (ricchi/poveri; nobili/plebei)
- Livello di istruzione
- Status o prestigio professionale.
- Status reddituale (livello di ricchezza posseduta)
A queste di recente si sono aggiunti elementi più contemporanei, come la notorietà, persone influenti in un determinato e limitato contesto (sportivo o creativo), che possiamo comunque far rientrare nella sfera dello status sociale di acquisizione, ma anche l’adesione ai canoni estetici dettati dalla società, che con la nascita di cinema e poi della TV, son finiti a pieno titolo nelle gerarchie sociali, finendo con l’assegnare un maggiore o minore valore alle persone sulla base di quanto queste fossero allineate allo standard di bellezza (maschile o femminile) ritenuto di alto valore, tanto da arrivare a parlare di Capitale Estetico o corporale come moneta di scambio eterogama
Ipergamia e Ipogamia sono l’una lo specchio dell’altra:
se una donna Ipèrgama vorrà un partner di livello “superiore” al suo, l’uomo che, pur essendo più in alto, accetta di stare con lei sta di fatto scegliendo una donna “inferiore” a lui, qualificandosi così come un uomo ipògamo.
Questo appare come l’incastro perfetto di due bisogni. Ma di quali bisogni parliamo?
L’Asimmetria di coppia come elemento di pericolo
Quando parliamo di bisogni che si incastrano emerge qualcosa di scomodo.
L’ipergamia è stata di fatto una necessità in passato per molte donne. Come su citato per secoli alle donne son state negate molte delle libertà consentite agli uomini e di conseguenza fare un “buon matrimonio” era spesso l’unica via per emanciparsi dal padre padrone o avere accesso al benessere, ad una casa, mentre l’ipogamia maschile è sempre stata una scelta più libera, soprattutto lo è oggi.
Un uomo di potere può sposare una donna di potere (…) un medico può tranquillamente essere il marito di una scienziata, un avvocato potrebbe scegliere una donna giudice, un professore universitario potrebbe avere accanto una collega; infatti ciò avviene spesso, anche perché scegliersi nel proprio ambiente di provenienza o nell’ambito sociale e professionale condiviso è un grande collante all’interno di una relazione di coppia.
La buona simmetria è stata ulteriormente facilitata negli ultimi 60 anni, da quando le donne hanno ottenuto sempre più autonomia, oggi guadagnano denaro, hanno accesso alle carriere (sulla carta almeno) e possono intestarsi case e conti correnti e son sempre di più quelle che (a queste latitudini occidentali) non hanno più bisogno di un uomo che le salvi dalla miseria e dalle malattie.
Qual è quindi il bisogno che ha un uomo di avere accanto una donna che sia lontana da lui per istruzione o per ceto sociale di appartenenza? Perché mai un uomo dovrebbe scegliere un peso morto? una donna che guadagna zero o molto poco e che non può aiutarlo economicamente? La motivazione arriva dal Caso Elize: il Controllo.
Dal caso di Elize emerge che il ricco rampollo di famiglia era solito andare con le prostitute e scegliere tra loro quelle più povere, quelle con la storia familiare peggiore. Le ricopriva di beni di lusso e le toglieva dal marciapiede, sul quale nessuna voleva ovviamente restare. Poi però le metteva sotto il suo totale dominio e ad ogni alzata di testa lui ricordava loro che valevano “zero” rispetto a lui.
Lui le aveva comprate, quindi pretendeva di avere il pieno controllo delle loro vite e di disfarsene una volta che se ne era stancato. Quindi anziché scegliere una donna cresciuta nel suo stesso ambiente e di pari sangue blu, o qualcuna di pari spessore culturale che probabilmente non avrebbe accettato un ruolo di subalternità, lui aveva preferito trovare ciclicamente delle povere cenerentole da soggiogare.
Elize è stata punita per l’omicidio, ma anche dall’opinione pubblica che la incolpava di voler avere ciò che non le spettava di nascita, che trovava assurdo che lei, anziché esser grata e stare zitta, pretendesse fedeltà e amore dal marito. Per molti avrebbe dovuto togliere il disturbo quando la sua avvenenza ormai sfiorita non risultava più all’altezza. La sua ipergamia è stata un’aggravante, è stata considerata la prostituta arrivista e cinica, mentre l’ipogamia del marito non ha avuto alcun peso, lui è stato visto come un normale uomo, che si era scelto una bella moglie, più giovane e più povera, un benefattore
Non tutte le relazioni asimmetriche hanno un esito così drammatico, ma una grande disparità sociale in una coppia agevola forme di potere e controllo, soprattutto se e quando la fase di innamoramento ovviamente finisce.
La romanticizzazione del legame asimmetrico è presente in tutta la letteratura, dall’invenzione della stampa fino alle trasposizioni cinematografiche; da cenerentola a pretty woman, però è sempre l’uomo ad avere il ruolo di maggiore prestigio, difficilmente abbiamo visto storie dove donne di potere amano e sono ricambiate da un uomo meno importante o ricco di lei. Le poche che ci son state o sono finite sempre male, o lei viene dipinta come una tipa disturbata o è un porno.
Le conquiste delle donne sono tutt’ora volutamente rallentate anche nei paesi più sviluppati, basta vedere il persistere del gender pay gap in ambito professionale. A pensar male pare che si voglia mantenere in piedi il più possibile quell’asimmetria che fa gioco ad una sola delle due parti e a pensar male si fa peccato, dicono, ma non si sbaglia quasi mai.
(quest’articolo non è un saggio, non è esaustivo e non è stato scritto con l’A.I. quindi può non essere perfetto, in compenso è roba mia quindi se ne volete discutere io ci sono )



