amore incondizionato

L’Amore Incondizionato esiste davvero?

L’amore incondizionato esiste? Risposta breve: No

Risposta provocatoria? Forse…

Andiamo per ordine: parte 1 – Famiglia, Figli e Genitorialità

Sarò sintetica e semplicistica per motivi di spazio e chiedo scusa in anticipo ai puristi, ma diciamo che per molti secoli la famiglia, il matrimonio e di conseguenza il rapporto con i figli non si basavano affatto sull’Amore.

Se facessimo un viaggio indietro nel tempo assisteremmo a scene di vita quotidiana che probabilmente ci farebbero orrore. I matrimoni erano per lo più combinati sulla base di uno scambio di beni (la dote) e questo non solo nelle famiglie reali o più facoltose, ma, per emulazione, anche in quelle meno benestanti. I figli venivano affidati alle balie che erano ancora in fasce e quelli poveri, generati in quantità, lasciati alla libertà più totale.

L’Amore esisteva, certamente, ma non era la base sulla quale si basavano i rapporti familiari e la società. Dei genitori si aveva paura e rispetto, gli si dava del Voi, l’educazione dei figli non era altro che sottomissione

Poi l’Amore è diventato “POP”. Quando si diffonde il “Romanticismo” tra la fine del 1700 e il primo 800 anche la religione cattolica cambia.      Da rigida istituzione castigatrice, che per secoli aveva bruciato vivi donne ed eretici e spaventato intere popolazioni invocando la punizione eterna delle fiamme dell’inferno, il cattolicesimo mette da parte la spada e accoglie e riscopre il concetto di Amore, cambiando il proprio linguaggio ufficiale e diventando così la nuova linea guida della Società insieme alla musica, la letteratura e il progresso industriale di quel periodo, che stava piano piano cambiando la società occidentale

C’è un però: mentre ai padri viene conservato il ruolo tradizionale di Capo Famiglia, con doveri legati sempre alla norma, alle regole e al mantenimento per lo più economico dei figli, la madre viene “idealizzata”. Non deve più essere solo moglie ubbidiente e generatrice di vita come Natura vuole, ma diventa Madre compassionevole e affettuosa, diventa il perno affettivo della famiglia, un simbolo di dedizione, cura, sacrificio e “amore disinteressato” verso il marito e soprattutto i figli. La Madre è una Santa come la beata vergine Maria

Non più solo dovere, non più solo un ruolo conferito dall’avere un utero, ma le si dà una vera e propria missione: incarnare l’Amore di Dio in terra

La psicologia arriva nei primi del 900 e grazie al suo sviluppo nell’arco di questi quasi 100anni oggi sappiamo molto sull’importanza e le conseguenze psicologiche del legame affettivo genitori-figli e di quanto l’amore sia un elemento fondamentale nello sviluppo della personalità di noi esseri umani

Siamo tutti figli di qualcuno, ma non tutti siamo genitori.

Essendo figli sappiamo quanto siamo bravi a colpevolizzare i nostri genitori, oggi sentiamo molti dire “sono traumatizzato perché papà quella volta mi ha fatto scendere dall’altalena in malo modo”

Ci sono persone che sono state abusate dai propri genitori nei modi più indicibili ed è umanamente accettato che un figlio possa non amare “incondizionatamente” i propri genitori se questi non sono stati amorevoli con lui/lei

Un bambino, da neonato fino ai 3 anni, ha una sole fonte di benessere e felicità: i suoi genitori.

Un bambino dipende totalmente dalla madre e dal padre per la sua sopravvivenza e questo legame, fondato sul Bisogno, fa si che essi siano il suo primo ed unico amore, un amore veramente incondizionato

Poi se ne distaccano. Dai 13 anni in poi diventano (lo siamo diventati tutti) giudici severissimi dei propri genitori, dal vergognarci di stare con loro per finire a giudicare le loro scelte e recriminare ogni loro singolo errore.

Una madre e un padre invece sono due adulti che non dipendono dal loro figlio, sono due persone strutturate con una storia di vita alle spalle. La loro sopravvivenza fisica e mentale non dipende da quell’esserino di pochi cm che cresce velocemente, eppure è ai genitori che si richiede la capacità di dare “amore incondizionato” per sempre

La differenza tra madre e padre però è sopravvissuta fino ai giorni nostri.

I padri possono avere figli sparsi per il pianeta, andarsene, vederli poco, sparire. Triste? si, ma ammissibile. “La paternità è sempre adottiva” diceva Jacques Lacan. Maschio pure lui.

La Madre no. La madre non può. Non si scherza. Solo una degenerata psicopatica non ama o abbandona i figli che ha portato in grembo.

Sempre per semplicità e sintesi non ci addentreremo nel concetto di maternità voluta o non voluta, consapevole o meno, non parlerò di aborto, ma procedo simulando una famiglia modello, in cui 2 genitori hanno voluto e hanno messo al mondo dei figli che amano tantissimo.

L’Amore Incondizionato vuol dire letteralmente Senza Condizione.

Amore che non viene scalfito da nulla.

La verità però è che questo concetto ha da sempre caricato solo la madre del peso di dover eguagliare una Santa. Alla mamma non è concesso fallire la missione divina, essere debole, fragile, traumatizzata a sua volta nell’infanzia dai suoi genitori. Quest’aspetto umano, fatto di debolezze ed egoismo è stato accettato come plausibile solo per i padri. Come se un figlio non fosse l’unione di due corpi e non possedesse gli occhi dell’uno e la bocca dell’altro.

La psicologia del primo 900 ha adottato il termine “amore incondizionato” e con esso anche questo limite di genere tra uomini e donne: Erich Fromm nel 1934 definisce l’amore incondizionato come la forma primaria dell’amore materno fatto di accettazione totale dell’essere, non del fare.

Per fortuna poi i padri son stati tirati in ballo anche loro (solo nel 1965) ma Fromm evidenziava comunque un passaggio molto importante:  amare un figlio per ciò che E’ non significa accettare passivamente tutto quello che un figlio FA

Si può amare un figlio a prescindere da tutto? Da madre vi potrei rispondere di si

La verità è che non è affatto una cosa nè innata né automatica.

Non è facile mettere da parte se stessi, le proprie aspettative, le proprie paure.

Non è affatto facile avere a che fare con una parte di te che però non è te e che non si comporta come faresti tu, come vorresti tu.

Se è timido o aggressivo, se dotato o poco dotato, se ama lo sport o non vuole leggere un libro manco a pagarlo… un genitore vede crescere una persona diversa da ciò che aveva immaginato, che non gli somiglia affatto ed è difficile essere presente e coinvolto con chi è differente da te. Di solito noi ci allontaniamo dalle persone che non sono in linea con noi, ma con un bambino, che è figlio tuo, non lo puoi fare, non lo vuoi fare

L’amore che si sente si scontra con l’accettazione del fatto che tuo figlio è se stesso, che non è soltanto un accumulo di pregi-difetti tuoi e dell’altro genitore, lui è di fatto un un’altra persona, un mondo a parte.

La cosa importante sottolineata da Fromm è che amare incondizionatamente un figlio non significa affatto accettare tutto quello che fa.

Una madre che non corregge i comportamenti sbagliati di suo figlio, anche se piccolissimo, non lo sta amando incondizionatamente, sta solo semplificando la sua vita e complicando quella di suo figlio.

Un padre che difende il figlio qualunque cosa faccia non sta costruendo la sua autostima, al contrario gli sta dicendo che le sue azioni non contano, che non hanno conseguenze, gli insegna che lui non dovrà mai rispondere di ciò che fa e quindi che la sua esistenza è di fatto non-influente nel mondo

Una volta diventato adolescente e poi adulto questo figlio non sarà in grado di gestire le difficoltà che incontrerà nel mondo; non saprà tollerare ne gestire un rifiuto e la conseguente frustrazione, non avrà la capacità di giudizio oggettivo, non sarà lucido nel capire chi è rispetto agli altri, che nel frattempo avranno sviluppato maggiori capacità cognitive e di problem-solving e quindi non potrà confrontarsi con loro ad armi pari

Se un ragazzo viene protetto avrà bisogno della protezione dei suoi genitori per tutta la vita e allo stesso tempo li odierà per non avergli dato la possibilità di essere autonomo e di cavarsela da solo

Se una madre non denuncia il figlio, che magari si droga e la picchia per rubarle i soldi, non lo fa perché lo ama, non lo sta aiutando, semplicemente non può fare a meno di essere colei che continua a fargli da rete di salvataggio, perché senza quella rete lui non sa stare in piedi da solo.

Lei non può rinunciare al suo ruolo di madre che si sacrifica come volevano i preti e si nasconde dietro “l’amore incondizionato” ; in realtà non vuole ammettere di aver scelto ciò che serviva a lei e non a suo figlio, ciò che era più facile, ciò che le è stato detto di fare per diventare Santa non per Amore verso suo figlio

L’amore non è lasciare che tuo figlio non affronti gli ostacoli, ma stargli accanto mentre lo fa e anche se non ce la fa

Un figlio deve sapere che l’amore del genitore per ciò che lui E’ non è in discussione, anche se riceve un NO, anche quando le sue azioni vengono punite o corrette:  non si dice ad un bambino “hai rotto il giocattolo quindi sei un cattivo bambino” gli si dice  “ Hai rotto il giocattolo quindi non potrai giocarci più”

Il fatto che uomini e donne siano stati cresciuti con questa distorsione dell’amore incondizionato e in aggiunta l’aver caricato le sole donne dell’ambizione di santità genitoriale, ha finito per condizionare anche le relazioni di coppia  … ma questo lo affrontiamo nella 2° parte.

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